Baroni Gallelli



Antica e potente casata feudale Calabrese, originaria Dalmata di Zara, facente attualmente parte della Famiglia Pontificia, poich? ricevuta tra i 70 Parafrenieri Pontifici di Sua Santit? Papa Francesco, in datata 25 novembre 2014. Parafrenieri e Sediari Pontifici, sono gentiluomini selezionati dalla Prefettura Pontificia, addetti alle mansioni dell' anticamera di Sua Santit?.
Nei secoli i Gallelli si cognominarono con aggiunte e abbreviazioni quali: Gallellus, Gallus, Gallis, Gallello, Galleli e in ultimo Gallelli, e vennero elencati tra i pi? facoltosi gi? nel censimento nobiliare Zaratino del 1283. Famiglia in possesso della patente di nobilt?, certificata e registrata dal Ministero Italiano per i Beni e Attivit? Culturali, in data 22.01.2016.
ARMA ANTICA: di rosso, al gallo d'argento, fermo su un monte all'italiana, di verde.
ARMA ATTUALE: troncato; nel primo d'oro all'aquila spiegata di nero; nel secondo d'oro alla volpe assalente di rosso, con la testa rivolta verso un gallo dello stesso, fermi su una terrazza erbosa di verde.
In ogni tempo diedero uomini che ricoprirono importanti e prestigiosi incarichi ecclesiastici, giuridici, diplomatici, militari e politici, ed ebbero nei secoli i titoli di nobili di Zara, conti di Pago e Nona, nobili di Stilo, e baroni di Badolato, con annessa Corrija di Badolato, nonch? in ultimo Conti Palatini, o del Sacro Palazzo Lateranense, (titolo riconosciuto ad alcuni membri del casato in forma personale, a seguito della ricezione nel prestigioso corpo dei Parafrenieri Pontifici di Sua Santit?.)
Vantano numerose e illustri parentele, alcune delle quali di egual tradizione terriera, tra le pi? note quelle coi marchesi Alemanni di Catanzaro, i principi Ruffo della Scaletta, i nobili de Salazar, i nobili Marincola S. Floro, i duchi Morbilli a Frosolone, i marchesi de Riso, i conti Benso, i baroni Corsi di Turri e Moggio, i principi Cenci Bolognetti di Vicovaro, quest'ultimi due a loro volta imparentati con la Real Casa d' Asburgo-Lorena, i principi Hoenlohe-Bartenstein, i principi de Sangro-Fondi, principi Colonna- Paliano, marchesi Malvezi Campeggi, Sacchetti, principi Barberini, principi Massimo-Lancellotti, ecc. ecc.
Alcuni membri di questa stirpe furono influenti ambasciatori di Zara presso la Repubblica di Venezia, altri invece assursero alle cronache di quei luoghi tra i maggior oppositori politici al potere veneto, che si afferm? in quei territori indebolendo l?indipendenza economica e politica della Dalmazia, e quindi della nobilt? locale.
Tra gli antenati pi? conosciuti, Lampridio de Gallellis che il 17 0ttobre 1154 divenne primo arcivescovo di Zara, e poi vescovo, quando il Pontefice Anastasio IV con la bolla ?Licet universalis ecclesiae pastor? inalz? la chiesa di Zara al grado di chiesa Metropolitana.
Cernye de Merghia Gallellus il 29.3.1294 fu tra i nobili Zaratini presenti al trattato di pace tra la Repubblica Veneziana, e Giorgio I conte di Bribir della stirpe Subic. Vito Gallelli, fu invece esaminatore nel 1317 e giudice nel 1333, ebbe i possedimenti nella zona di Obrovac.
Kolan, che nel 1340 ottenne il titolo di conte delle importanti isole di Pago (Pag) e Nona (Nin) strategiche per per l?area, successivamente ricevette da re Ludovico I il feudo nella zona di Kosuevo, con le fonti di acque minerali, territori che il casato amministr? fino alla fine del XVI secolo.
Nel 1345 Zara ribellatasi all?occupazione Veneta, venne da questi cinta d?assedio, e il conte Kolan fu uno degli ambasciatori inviati dal consiglio superiore di Zara, al fine di cercare soccorsi, e intavolare quindi un alleanza contro i Veneziani, inizialmente col Vicario Croato Slavonico Dalmato, e successivamente con Ludovico I sua nota conoscenza.
Il 15. 12. 1349 il conte Kolan fu tra i nobili che rappresentarono Zara, e che firmarono il noto trattato di pace con la Repubblica Veneziana.
Benedetto, conte di Pago e Nona, fu giudice nel 1371 e Rettore nel 1393, nel 1399 venne inoltre eletto nel prestigioso Consiglio Superiore di Zara, ma nel 1411 fu tra i nobili Zaratini accusati di cospirazione e infedelt? alla Repubblica di Venezia.
Franciscus, temuto conte di Pago e Nona (detto il conte nero) venne segnalato al potere Veneto tra i pi? pericolosi fomentatori armati dell?indipendenza politica Dalmata, e fu il personaggio col quale il casato si trasfer? in Calabria alla fine del XVI secolo, per motivi politici.
Ivi giunti i Gallelli si stabilirono inizialmente a Stilo, dove vennero censiti tra i nobili di quella citt?, e quasi subito si spostarono nella vicina Badolato, dove furono titolari di una cappella di Giuspadronato con annessa tomba gentilizia, nella chiesa del venerabile convento di S. Domenico, e dove furono ultimi proprietari del medioevale castello di Badolato. Qui alzarono inoltre monumenti, palazzi, e ville fortificate, sulle quali sovrasta la loro arma che ha questa blasonatura: Troncato nel I d? oro all?aquila spiegata di nero, coronata nel campo, nel secondo d?oro alla volpe assalente di rosso, con la testa rivolta verso un gallo dello stesso, fermo su una terrazza erbosa di verde.
Motto: Audacia, astuzia, sveltezza. Lo stemma ? per? successivo a quello del XII secolo, che aveva questa blasonatura: di rosso, al gallo d?argento, fermo su un monte verde di tre cime.
Il 26 novembre 1658 i Gallelli furono investiti del titolo di baroni dell?importante ed esteso feudo di Badolato, (come suffeudatari dei Ravaschieri), feudo che con la politica espansionistica dei Ruffo, aveva nel tempo egemonizzato anche alcuni paesi limitrofi, incluso il loro vasto territorio, (i cos? detti casali.) Con don Luca, primo barone Gallelli di Badolato il casato amministr? il feudo per ultimo, fino all?eversione della feudalit?, (1806) usando ab immemorabili sempre il titolo e il trattamento di baroni di Badolato in atti pubblici e privati.
Furono feudatari illuminati, migliorarono infatti gli scambi commerciali, e posero in sicurezza le genti e le cose del borgo e del territorio loro concesso, sul quale avevano il diritto di amministrare la giustizia, adunare il popolo, indire i mercati, riscuotere i dazi, accorrere con armati, e ove necessario muovere guerra.
Tra gli ultimi discendenti si ricordano: il barone don Giuseppe, n. a Badolato il 5.1.1870 cav. della corona d?Italia, avv. Sindaco di Badolato e stimato latifondista, f. del barone Pasquale, e Giovanna Gallelli. Sp. A Caulonia il 18. 7.1834 la nobile Marianna Campisi n. a Caulonia il 18.7.1834 da Ilario e Agata Asciutti.
Da quest?unione vede la luce il barone don Pasquale n. a Badolato il 27.1.1866 cav. Della corona d?Italia, sindaco di Badolato, stimato latifondista, e ideatore a sue spese nel 1925 dell? avveniristica centrale idroelettrica del Romito, in grado di fornire elettricit? a diversi comuni della fascia Ionica, della provincia di Catanzaro, una delle prime del meridione, rimasta di propriet? della famiglia fino al 1963, quando venne espropriata e nazionalizzata dall?E.N.E.L.; sp. a Catanzaro la nobile Lucia dei marchesi Alemanni, e baroni di Tiriolo, f. del marchese Michele, e donna Agata Ruffo dei principi della Scaletta. Questi, furono una facoltosa famiglia Catanzarese, originaria di Firenze, ivi presenti con 2 Gonfalonieri e 20 Priori, ricevuta nel S.M.O.M. nel 1441 con Galeazzo.
Da quest?unione vede la luce il barone don Giuseppe n. a Badolato il 7.12.1905 latifondista, sp. a Pompei il 25.06.1938 la nobile Trieste Iolanda de Salazar, n. a Catanzaro il 29.2.1916 dal nobile don Giovanni e Carolina Tiriolo. I de Salazar sono il ramo Catanzarese dell?illustre e nobile famiglia dei Salazar y Munatones, originari della Spagna, e precisamente della vecchia Castiglia, giunsero in Italia a seguito del Re d?Aragona nel XVII secolo.
Furono pi? volte ricevuti nel S.M.O.M. al quale diedero anche un Gran Bal?, nella persona di Edoardo Salazar, ammiraglio della Regia flotta nel 1934. Da quest'unione derivano gli attuali rappresentanti: 1)-Vittorio (29.mar.1939); imprenditore agrario, sp. a Roma il 28 feb.1973 la Nob. Daniela dei Conti Benso n. a Torino il 5.mag.1945, figlia del Conte Alberto Benso e Gabriella Trevisan.
Figli:
1-a)- Barone Ettore n. a Trieste il 13.08.1973, Conte Palatino, Parafreniere Pontificio di Sua Santit? Papa Francesc, cav. Jure Sanguinis del S.M.O.C. di S. Giorgio (Gran Maestro l'Infante di Spagna); cav. di Malta ad Honorem della Reale Arciconfraternita dei cavalieri di Malta di Catanzaro.
Imprenditore agrario a titolo principale, proprietario di castello Gallelli della tenuta di Pietranera di Badolato, co-fondatore assieme alla moglie del marchio Castello Gallelli-grandi eventi; Presidente fondatore del Club Reale Principe Eugenio di Savoia (U.M.I.), Presidente fondatore dell'Associazione Storica di Badolato Benedetto Croce, Presidente fondatore del Club Calabrese per la caccia alla volpe a cavallo, della tenuta di Pietranera, Presidente delegato dell'Unione della Nobilt? d'Italia, Presidente delegato del Collegio Araldico Romano-Istituto Araldico Romano-1853, Presidente della Commissione Araldica del Libro d'Oro della Nobilt? Italiana-nuova serie, e della Rivista Araldica-nuova serie, proprietario del marchio editoriale Ettore Gallelli-editore, autore-editore del maggior numero di periodici, nobiliari, nazionali, in commercio, quali: Ruolo Generale dei cavalieri dell'Ospedale di Gerusalemme, Libro d'Oro della Nobilt? Melitense, Libro d'Oro della Nobilt? Italiana-nuova serie, Elenco Ufficiale della Noblt? Italiana-Consulta Araldica, Regno d'Italia-serie aggiornata, Calendario d'Oro, Calendario Reale, Libro della Nobilt? Italiana, Libro d'Oro della Nobilt? Italiana -Consulta Araldica ?del Regno d'Italia-serie aggiornata, Regio Libro d'Oro della Nobilt? Italiana, Calendario Pontificio, Anuario de la Nobleza Espanola (quest'ultimi due pubblicati rispettivamente con supervisione della Santa Sede, e gradimento di Sua Maest? Felipe VI di Spagna).
Con (D.P.R. Del 22 nov. 1999 di agg. il cogn. Meterno Benso); e con Decr. della prefettura di Catanzaro in data 4 maggio 2011 di agg. del cogn. dell'ava de Salazar, in ottemperanza alla volont? delle famiglie Benso e de Salazar. Sp. a Roma il 9.6.2007 la Nob. Isabella dei Baroni Corsi di Turri e Moggio, n. a Roma il 27 nov. 1976; imprenditrice, figlia del Barone Stefano n. a Roma il 30.giu.1945 sp. a Roma il 25.ott.1975 Donna Fabiola Cenci Bolognetti dei Principi di Vicovaro, n. a Roma il 7.apr.1954, figlia del Principe Don Paolo Cenci Bolognetti (Guardia nobile Pontificia), e di Giovanna Malvezi Campeggi, dei marchesi di Dozza. Da quest'unione vede la luce il Nobile Lorenzo Gallelli Benso de Salazar n. a Roma il 26 giu. 2010. 2-b)- Nob. Don Alberto Gallelli Benso, dei B. di Badolato (D.P.R. Del 22 nov. 1999 di agg. il cogn. Meterno Benso); n. a Trieste l?8 novembre 1975, imprenditore, vicepresidente dell'Unione della Nobilt? d'Italia, e del Collegio Araldico Romano-Istituto Araldico Romano -1853, cav. Jure Sanguinis del Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio dell'Infante di Spagna. 2)-Sorella: Nob. Donna Lucia, dei B. di Badolato, n. a Catanzaro il 26 ott. 1941, Prof. Fratelli: 3)- Nob. Don Ettore dei B. di Badolato, n. a Catanzaro il lug.1945 dec. il 26.lug.1973.
(Cenno storico tratto dall'ANNUARIO DELLA NOBILTA' ITALIANA-edizione 2017 (Prof. Andrea Borella -editore).
Per approfondimenti www.baronigallelli.it
 

 



barone don Giuseppe Gallelli. 1838
olio su tela


Barone, avv. cav. della corona d'Italia, don Giuseppe Gallelli.
Sindaco dei nobili di Badolato per diciassette anni, 1848
olio su tela 60x75


Marchesa Lucia Alemanni, 1919
olio su tela 52x73


Barone, cavaliere della corona d'Italia, Don Pasquale Gallelli. 1914
olio su tela 73x103
 


Don Gabriele Gallelli. 1805
olio su tela 56x76
 


Don Domenico Gallelli, 1863
Olio su tela 54x75

 


Barone don Giuseppe Gallelli.
olio su tela 140x200. 1938

 

 

 

 

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